{"id":25938,"date":"2017-04-10T08:33:00","date_gmt":"2017-04-10T08:33:00","guid":{"rendered":"https:\/\/orbitbuilder.master-sport.de\/lammortizzatore-dietro-le-quinte-del-comfort-e-della-sicurezza\/"},"modified":"2024-09-02T13:54:29","modified_gmt":"2024-09-02T13:54:29","slug":"lammortizzatore-dietro-le-quinte-del-comfort-e-della-sicurezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/orbitbuilder.master-sport.de\/it\/lammortizzatore-dietro-le-quinte-del-comfort-e-della-sicurezza\/","title":{"rendered":"L\u2019ammortizzatore \u2013 \u201cdietro le quinte\u201d del comfort e della sicurezza"},"content":{"rendered":"<p>\n<p><strong>Gli ammortizzatori appartengono al novero degli elementi pi&ugrave; importanti, ma al tempo stesso meno considerati, dell&rsquo;automobile. Permettono di mantenere un continuo contatto tra le ruote e la superficie stradale e garantiscono un comfort di marcia adeguato, grazie all&rsquo;attutimento delle vibrazioni trasferite alla carrozzeria.<\/strong><\/p><div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div><p><strong>In che cosa consiste il funzionamento dell&rsquo;ammortizzatore?<\/strong><\/p><div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div><p><strong>L&rsquo;ammortizzatore<\/strong> funge da collegamento tra l&rsquo;elemento non molleggiato (braccio oscillante, braccio del giunto sferico, ponte) e la carrozzeria. Il suo compito consiste nella riduzione del rollio della carrozzeria e nel prevenire il distacco della ruota dalla superficie stradale in presenza di irregolarit&agrave;. Ci&ograve;, &egrave; realizzato grazie alla fase di rimbalzo (sollevamento dello stantuffo) e a quella di compressione (abbassamento dello stantuffo). Il movimento dello stantuffo influisce direttamente sulle caratteristiche dell&rsquo;ammortizzatore. Senza addentrarci nella descrizione tecnica delle ampiezze e delle frequenze, vale la pena di sottolineare che la notevole riduzione della corsa dello stantuffo (come avviene nel caso dei veicoli sportivi) ha effetti negativi sul livello di comfort e sulla salute (data la frequenza delle vibrazioni a cui sono sottoposti gli organi interni). Anche per questo, al momento dell&rsquo;elaborazione delle caratteristiche specifiche di un <strong>ammortizzatore<\/strong>, per garantire il massimo comfort, vengono sempre considerati il tipo di veicolo, le sue sospensioni e le condizioni di utilizzo.<\/p><div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div><p>Tuttavia, il comfort di marcia non &egrave; l&rsquo;unico parametro del corretto funzionamento dell<strong>&rsquo;ammortizzatore<\/strong>. Quest&rsquo;ultimo, infatti, ha il compito di prevenire le oscillazioni della carrozzeria durante il movimento &ndash; caratteristica che tende a precludere la stabilit&agrave;. Un <strong>ammortizzatore<\/strong> difettoso non garantisce un contatto continuo tra le ruote e la pavimentazione stradale. In poche parole, le ruote si staccano dalla strada, andando ad incrementare il rischio di slittamento e prolungando lo spazio di frenata (i test effettuati mostrano che tale spazio pu&ograve; aumentare fino al 30%).<\/p><div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div><p>Occorre anche notare che gli <strong>ammortizzatori<\/strong> usurati, oltre a ridurre il livello di sicurezza, hanno un effetto negativo su altri parametri di funzionamento dell&rsquo;autovettura. Infatti, aumenta l&rsquo;usura degli pneumatici, dei componenti (ad es. testine dei bracci trasversali o elementi dell&rsquo;impianto sterzante).<\/p><div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div><p><strong>Ammortizzatori &ndash; tipi<\/strong><\/p><div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div><p>Gli <strong>ammortizzatori<\/strong> usati nelle autovetture possono essere suddivisi in due categorie principali: a olio e a olio-gas (detti comunemente a gas).<\/p><div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div><p><strong>Nel caso degli ammortizzatori a olio<\/strong> (trattasi di <strong>ammortizzatori a due tubi<\/strong>), l&rsquo;involucro &ndash; ossia il tubo esterno &ndash; funge unicamente da serbatoio per l&rsquo;olio idraulico. Esso &egrave; riempito per circa il 70% da olio (la restante camera di compensazione &egrave; riempita d&rsquo;aria). Gli ammortizzatori a due tubi sono provvisti di due valvole di smorzamento &ndash; una di esse &egrave; montata sullo stantuffo, mentre la seconda si trova nella parte inferiore dell&rsquo;involucro. Quando l&rsquo;ammortizzatore viene compresso, lo smorzamento viene garantito dalla valvola compensatrice di fondo. La regola di funzionamento &egrave; semplice &ndash; l&rsquo;olio spinto dallo stantuffo giunge nella camera dell&rsquo;olio, incontrando la resistenza della valvola compensatrice, che ne frena la corsa. Il rimbalzo dell&rsquo;<strong>ammortizzatore<\/strong> &egrave; gestito dalla valvola di rimbalzo.<\/p><div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div><p>I pregi di questa soluzione sono: una struttura semplice, un prezzo relativamente basso, una durata piuttosto lunga, perdita di efficacia graduale in caso di improvviso danneggiamento (scontro ad alta velocit&agrave; con un ostacolo trasversale, seguito da un movimento improvviso dello stantuffo, tale da danneggiare le valvole). Il difetto di questi <strong>ammortizzatori<\/strong> a olio &egrave; la forza di smorzamento continua e lineare, accompagnata dalla variazione della densit&agrave; dell&rsquo;olio a varie temperature. Questo problema &egrave; avvertibile in presenza di gelo, quando l&rsquo;automobile risulta molto rigida, nonch&eacute; alle alte temperature, quando la vettura tende a oscillare in maniera incontrollata in presenza delle superfici irregolari. <strong>Negli ammortizzatori Master-Sport questo fenomeno &egrave; stato notevolmente limitato, grazie all&rsquo;uso di un olio speciale che non modifica i propri parametri in seguito agli sbalzi di temperatura.<\/strong><\/p><div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div><p><strong>Nel caso degli ammortizzatori a olio-gas (a gas) <\/strong>, la struttura &egrave; composta da un tubo in cui viene installato lo stantuffo. Oltre all&rsquo;olio, all&rsquo;interno dell&rsquo;<strong>ammortizzatore<\/strong> &egrave; presente gas compresso (azoto), separato dall&rsquo;olio mediante un diaframma mobile. Tale soluzione fa s&igrave; che l&rsquo;<strong>ammortizzatore a gas<\/strong> reagisca pi&ugrave; rapidamente alle irregolarit&agrave; della superficie, permettendo alla ruota di aderire meglio alla pavimentazione. La caratteristica degli <strong>ammortizzatori a olio-gas<\/strong> consiste in una maggiore rigidit&agrave; rispetto agli <strong>ammortizzatori a olio<\/strong>. Per questo motivo, rappresentano la soluzione migliore per gli amanti della guida dinamica e per i proprietari di automobili sportive. Questo modello di ammortizzatore, inoltre, non cambia notevolmente le propriet&agrave; di smorzamento in seguito agli sbalzi di temperatura. Purtroppo, il difetto di questa soluzione consiste nella sua struttura delicata, nella rapida perdita delle propriet&agrave; in caso di danneggiamento (la perdita di tenuta della camera con il gas) e nel prezzo elevato.<\/p><div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div><p><strong>L&rsquo;alternativa agli ammortizzatori a gas &egrave; costituita dagli ammortizzatori bitubo a bassa pressione<\/strong>, nei quali &ndash; all&rsquo;interno della camera di compensazione &ndash; l&rsquo;aria &egrave; sostituita dall&#8217;azoto pressurizzato (6-8 bar). Tale soluzione, insieme alla valvola compensatrice di fondo, &egrave; pienamente sufficiente per ottenere caratteristiche di smorzamento simili.<\/p><div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div><p><strong>Come sfruttare al meglio gli ammortizzatori?<\/strong><\/p><div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div><p>Sulle strade del nostro paese, l&rsquo;<strong>ammortizzatore<\/strong> dovrebbe avere un&rsquo;autonomia pari ad almeno 100.000 km. Tuttavia, capita spesso che gli automobilisti contribuiscano a ridurre questo chilometraggio. Cosa dobbiamo ricordare?<\/p><div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div><p><strong>In primo luogo, l&rsquo;ammortizzatore dev&rsquo;essere fissato correttamente<\/strong>. Anche minimi spostamenti a livello di fissaggio fanno comparire, oltre alla forza assiale che agisce sullo stantuffo, anche forze laterali. Queste ultime andranno a influire sulle pareti del cilindro, danneggiandole.<\/p><div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div><p><strong>In secondo luogo, per la sicurezza e l&rsquo;utilizzo della resistenza aggiuntiva, vengo utilizzati ulteriori elementi elastici<\/strong> come: limitatori della fase di rimbalzo (nell&rsquo;<strong>ammortizzatore<\/strong> o nella colonna di <strong>guida<\/strong>) o di compressione (piattelli elastici). Dopo il superamento di un certo livello di deformazione della sospensione, entrano in funzionamento impedendo lo scontro tra gli elementi presso le posizioni estreme dell&rsquo;intervallo di esercizio. Se questi elementi sono difettosi, esiste il rischio di danneggiamento dell&rsquo;<strong>ammortizzatore<\/strong> e degli altri elementi dell&rsquo;automobile.<\/p><div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div><p><strong>Un altro fattore, molto importante: gli ammortizzatori devono essere controllati!!!<\/strong> Durante il normale funzionamento, l&rsquo;ammortizzatore<strong> esegue fino a 2500 movimenti nel corso di un tragitto della lunghezza di un chilometro. Per questo motivo, almeno una volta all&rsquo;anno, &egrave; necessario portare l&rsquo;automobile presso un&rsquo;officina per verificarne le condizioni.<\/strong><\/p><div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div><p><strong><strong>Un Uutimo punto, ma non meno importante: la sostituzione dovr&agrave; riguardare entrambi gli ammortizzatori presenti su un&#8217;asse<\/strong>. Qualora uno degli <strong>ammortizzatori<\/strong> abbia subito danni a causa dell&rsquo;usura, &egrave; lecito attendersi che anche il secondo ammortizzatore dell&rsquo;asse subisca un notevole peggioramento dello stato di usura entro poco tempo (entrambi, infatti, hanno funzionato nelle stesse condizioni stradali). La sostituzione di un solo pezzo difettoso non ci dar&agrave; lo stesso livello di smorzamento, e in poco tempo sar&agrave; prorpio l&rsquo;ammortizzatore pi&ugrave; debole a guastarsi.<\/strong><\/p><div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div><p><strong><strong>La scelta dell&rsquo;ammortizzatore<\/strong><\/strong><\/p><div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div><p><strong><strong>L&#8217;ammortizzatore usato<\/strong>. Nel caso degli <strong>ammortizzatori<\/strong>, Si invita di non comprare mai versioni usate. Infatti, non sappiamo quale sia il chilometraggio di un dato pezzo e, di conseguenza, non abbiamo la possibilit&agrave; di prevederne la rapidit&agrave; di usura. Inoltre, non vi &egrave; la possibilit&agrave; di sostituire due ammortizzatori sulla stessa asse.<\/strong><\/p><div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div><p>Lo stile di guida<strong>. Il primo aspetto da esaminare valutando l&rsquo;acquisto di un ammortizzatore &egrave; il suo tipo: a olio o a gas. Come gi&agrave; accennato, l&rsquo;ammortizzatore a olio &egrave; pi&ugrave; economico e resistente ai danneggiamenti meccanici, ma allo stesso tempo &egrave; &ldquo;pi&ugrave; morbido&rdquo;, e pertanto provoca un maggiore rollio in curva. Inoltre, il classico <strong>ammortizzatore a olio<\/strong>, la cui forza di smorzamento viene esaminata a +20 &deg;C (temperatura di esercizio), pu&ograve; evidenziare un aumento di tale parametro di ben il 60% a -20 &deg;C, con un incremento del 30% della forza di rimbalzo. Invece, a una temperatura di +60 &deg;C (normalmente raggiunta dall&rsquo;<strong>ammortizzatore<\/strong>), la forza di smorzamento calda del 27%, e quella di rimbalzo del 23%. Pertanto, nelle nostre condizioni climatiche, l&rsquo;<strong>ammortizzatore<\/strong> pu&ograve; essere pi&ugrave; efficace o peggiorare del doppio i propri parametri.<\/strong><\/p><div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div><p><strong>L&rsquo;uso di <strong>&ldquo;ammortizzatori duri a gas&rdquo; <\/strong>, invece, ci dar&agrave; eccellenti sensazioni durante la guida sportiva su percorsi extraurbani (ad es. tornanti di montagna), ma causer&agrave; un calo del comfort in caso di viaggio sulle strade di peggiore qualit&agrave;. Inoltre, si tratta di una soluzione pi&ugrave; cara.<\/strong><\/p><div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div><p><strong><strong>La soluzione pi&ugrave; equilibrata, pertanto, risulta essere l&rsquo;ammortizzatore a olio a bassa pressione, che garantisce i vantaggi di entrambe le soluzioni descritte, soprattutto qualora &ndash; come nel caso degli ammortizzatori Master-Sport &ndash; sia stata eliminata l&rsquo;influenza delle variazioni di temperatura sul livello di smorzamento.<\/strong><\/strong><\/p><div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div><p><strong><strong>Pezzi di ricambio equivalenti<\/strong>. Anche se &egrave; diffusa la convinzione secondo cui le aziende pi&ugrave; note (ad es. Monroe, Sachs, KYB o Delphi) sarebbero l&rsquo;unica alternativa sensata agli <strong>ammortizzatori<\/strong> installati dalla casa produttrice, vale la pena di esaminare la qualit&agrave; dei rimanenti fabbricanti, i cui articoli soddisfano i requisiti dei prodotti per il primo equipaggiamento (rispettano le norme dei fabbricanti).<\/strong><\/p><div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div><p><strong><strong>Un esempio tipico &egrave; quello degli ammortizzatori Master-Sport. Questi ammortizzatori bitubo a bassa pressione garantiscono: riduzione delle vibrazioni del 25% (grazie alle soluzioni costruttive da noi brevettate), resistenza alle condizioni atmosferiche (l&rsquo;olio ha un rendimento costante a temperature estreme), migliori caratteristiche di funzionamento (compensazione delle irregolarit&agrave; del manto stradale, grazie alla precisa gestione delle valvole).<\/strong><\/strong><\/p><div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div><p><strong>Pertanto, visti e considerati i valori pratici (autonomia minima pari a 100 000 km), le soluzioni innovative in grado di unire i pregi degli <strong>ammortizzatori a gas e di quelli a olio<\/strong>, nonch&eacute; la precisione di esecuzione, <strong>gli ammortizzatori Master-Sport<\/strong> sono un&rsquo;offerta qualitativamente migliore rispetto ai prodotti di altre imprese.<\/strong><\/p><div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div><p><strong><strong>Per concludere, occorre sottolineare l&rsquo;importanza del corretto montaggio dei prodotti. L&rsquo;esecuzione di quest&rsquo;operazione in modo non conforme, senza un&rsquo;adeguata valutazione della qualit&agrave; tecnica degli elementi combinati, pu&ograve; comportare &ndash; oltre a un&rsquo;usura pi&ugrave; rapida dei pezzi &ndash; il danneggiamento degli altri componenti. Per questo, consigliamo di affidare i lavori ad officine autorizzate, con del personale in possesso di qualifiche adeguate.<\/strong><\/strong><\/p><div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div><figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/master-sport.de\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/min_1-23.jpg\" alt=\"\/&gt;&lt;\/figure&gt;\n&lt;\/p&gt;\"><\/figure><\/p><!-- \/wp:post-content --><!-- wp:spacer {\"height\":\"20px\"} \/--><!-- wp:paragraph \/--><!-- wp:spacer {\"height\":\"20px\"} \/--><!-- wp:paragraph \/--><!-- wp:spacer {\"height\":\"20px\"} \/--><!-- wp:paragraph \/--><!-- wp:spacer {\"height\":\"20px\"} \/--><!-- wp:paragraph \/--><!-- wp:spacer {\"height\":\"20px\"} \/--><!-- wp:paragraph \/--><!-- wp:spacer {\"height\":\"20px\"} \/--><!-- wp:paragraph \/--><!-- wp:spacer {\"height\":\"20px\"} \/--><!-- wp:paragraph \/--><!-- wp:spacer {\"height\":\"20px\"} \/--><!-- wp:paragraph \/--><!-- wp:spacer {\"height\":\"20px\"} \/--><!-- wp:paragraph \/--><!-- wp:spacer {\"height\":\"20px\"} \/--><!-- wp:paragraph \/--><!-- wp:spacer {\"height\":\"20px\"} \/--><!-- wp:paragraph \/--><!-- wp:spacer {\"height\":\"20px\"} \/--><!-- wp:paragraph \/--><!-- wp:spacer {\"height\":\"20px\"} \/--><!-- wp:paragraph \/--><!-- wp:spacer {\"height\":\"20px\"} \/--><!-- wp:paragraph \/--><!-- wp:spacer {\"height\":\"20px\"} \/--><!-- wp:paragraph \/--><!-- wp:spacer {\"height\":\"20px\"} \/--><!-- wp:paragraph \/--><!-- wp:spacer {\"height\":\"20px\"} \/--><!-- wp:paragraph \/--><!-- wp:spacer {\"height\":\"20px\"} \/--><!-- wp:paragraph \/--><!-- wp:spacer {\"height\":\"20px\"} \/--><!-- wp:paragraph \/--><!-- wp:spacer {\"height\":\"20px\"} \/--><!-- wp:paragraph \/--><!-- wp:spacer {\"height\":\"20px\"} \/--><!-- wp:paragraph \/--><!-- wp:spacer {\"height\":\"20px\"} \/--><!-- wp:paragraph \/--><!-- wp:spacer {\"height\":\"20px\"} \/--><!-- wp:paragraph \/--><!-- wp:spacer {\"height\":\"20px\"} \/--><!-- wp:paragraph \/--><!-- wp:spacer {\"height\":\"20px\"} \/--><!-- wp:paragraph \/--><!-- wp:spacer {\"height\":\"20px\"} \/--><!-- wp:image {\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli ammortizzatori appartengono al novero degli elementi pi&ugrave; importanti, ma al tempo stesso meno considerati, dell&rsquo;automobile. Permettono di mantenere un continuo contatto tra le ruote e la superficie stradale e garantiscono un comfort di marcia adeguato, grazie all&rsquo;attutimento delle vibrazioni trasferite alla carrozzeria. In che cosa consiste il funzionamento dell&rsquo;ammortizzatore? L&rsquo;ammortizzatore funge da collegamento tra l&rsquo;elemento non molleggiato (braccio oscillante, braccio del giunto sferico, ponte) e la carrozzeria. Il suo compito consiste nella riduzione del rollio della carrozzeria e nel prevenire il distacco della ruota dalla superficie stradale in presenza di irregolarit&agrave;. Ci&ograve;, &egrave; realizzato grazie alla fase di rimbalzo (sollevamento dello stantuffo) e a quella di compressione (abbassamento dello stantuffo). Il movimento dello stantuffo influisce direttamente sulle caratteristiche dell&rsquo;ammortizzatore. Senza addentrarci nella descrizione tecnica delle ampiezze e delle frequenze, vale la pena di sottolineare che la notevole riduzione della corsa dello stantuffo (come avviene nel caso dei veicoli sportivi) ha effetti negativi sul livello di comfort e sulla salute (data la frequenza delle vibrazioni a cui sono sottoposti gli organi interni). Anche per questo, al momento dell&rsquo;elaborazione delle caratteristiche specifiche di un ammortizzatore, per garantire il massimo comfort, vengono sempre considerati il tipo di veicolo, le sue sospensioni e le condizioni di utilizzo. Tuttavia, il comfort di marcia non &egrave; l&rsquo;unico parametro del corretto funzionamento dell&rsquo;ammortizzatore. Quest&rsquo;ultimo, infatti, ha il compito di prevenire le oscillazioni della carrozzeria durante il movimento &ndash; caratteristica che tende a precludere la stabilit&agrave;. Un ammortizzatore difettoso non garantisce un contatto continuo tra le ruote e la pavimentazione stradale. In poche parole, le ruote si staccano dalla strada, andando ad incrementare il rischio di slittamento e prolungando lo spazio di frenata (i test effettuati mostrano che tale spazio pu&ograve; aumentare fino al 30%). Occorre anche notare che gli ammortizzatori usurati, oltre a ridurre il livello di sicurezza, hanno un effetto negativo su altri parametri di funzionamento dell&rsquo;autovettura. Infatti, aumenta l&rsquo;usura degli pneumatici, dei componenti (ad es. testine dei bracci trasversali o elementi dell&rsquo;impianto sterzante). Ammortizzatori &ndash; tipi Gli ammortizzatori usati nelle autovetture possono essere suddivisi in due categorie principali: a olio e a olio-gas (detti comunemente a gas). Nel caso degli ammortizzatori a olio (trattasi di ammortizzatori a due tubi), l&rsquo;involucro &ndash; ossia il tubo esterno &ndash; funge unicamente da serbatoio per l&rsquo;olio idraulico. Esso &egrave; riempito per circa il 70% da olio (la restante camera di compensazione &egrave; riempita d&rsquo;aria). Gli ammortizzatori a due tubi sono provvisti di due valvole di smorzamento &ndash; una di esse &egrave; montata sullo stantuffo, mentre la seconda si trova nella parte inferiore dell&rsquo;involucro. Quando l&rsquo;ammortizzatore viene compresso, lo smorzamento viene garantito dalla valvola compensatrice di fondo. La regola di funzionamento &egrave; semplice &ndash; l&rsquo;olio spinto dallo stantuffo giunge nella camera dell&rsquo;olio, incontrando la resistenza della valvola compensatrice, che ne frena la corsa. Il rimbalzo dell&rsquo;ammortizzatore &egrave; gestito dalla valvola di rimbalzo. I pregi di questa soluzione sono: una struttura semplice, un prezzo relativamente basso, una durata piuttosto lunga, perdita di efficacia graduale in caso di improvviso danneggiamento (scontro ad alta velocit&agrave; con un ostacolo trasversale, seguito da un movimento improvviso dello stantuffo, tale da danneggiare le valvole). Il difetto di questi ammortizzatori a olio &egrave; la forza di smorzamento continua e lineare, accompagnata dalla variazione della densit&agrave; dell&rsquo;olio a varie temperature. Questo problema &egrave; avvertibile in presenza di gelo, quando l&rsquo;automobile risulta molto rigida, nonch&eacute; alle alte temperature, quando la vettura tende a oscillare in maniera incontrollata in presenza delle superfici irregolari. Negli ammortizzatori Master-Sport questo fenomeno &egrave; stato notevolmente limitato, grazie all&rsquo;uso di un olio speciale che non modifica i propri parametri in seguito agli sbalzi di temperatura. Nel caso degli ammortizzatori a olio-gas (a gas) , la struttura &egrave; composta da un tubo in cui viene installato lo stantuffo. Oltre all&rsquo;olio, all&rsquo;interno dell&rsquo;ammortizzatore &egrave; presente gas compresso (azoto), separato dall&rsquo;olio mediante un diaframma mobile. Tale soluzione fa s&igrave; che l&rsquo;ammortizzatore a gas reagisca pi&ugrave; rapidamente alle irregolarit&agrave; della superficie, permettendo alla ruota di aderire meglio alla pavimentazione. La caratteristica degli ammortizzatori a olio-gas consiste in una maggiore rigidit&agrave; rispetto agli ammortizzatori a olio. Per questo motivo, rappresentano la soluzione migliore per gli amanti della guida dinamica e per i proprietari di automobili sportive. Questo modello di ammortizzatore, inoltre, non cambia notevolmente le propriet&agrave; di smorzamento in seguito agli sbalzi di temperatura. Purtroppo, il difetto di questa soluzione consiste nella sua struttura delicata, nella rapida perdita delle propriet&agrave; in caso di danneggiamento (la perdita di tenuta della camera con il gas) e nel prezzo elevato. L&rsquo;alternativa agli ammortizzatori a gas &egrave; costituita dagli ammortizzatori bitubo a bassa pressione, nei quali &ndash; all&rsquo;interno della camera di compensazione &ndash; l&rsquo;aria &egrave; sostituita dall&#8217;azoto pressurizzato (6-8 bar). Tale soluzione, insieme alla valvola compensatrice di fondo, &egrave; pienamente sufficiente per ottenere caratteristiche di smorzamento simili. Come sfruttare al meglio gli ammortizzatori? Sulle strade del nostro paese, l&rsquo;ammortizzatore dovrebbe avere un&rsquo;autonomia pari ad almeno 100.000 km. Tuttavia, capita spesso che gli automobilisti contribuiscano a ridurre questo chilometraggio. Cosa dobbiamo ricordare? In primo luogo, l&rsquo;ammortizzatore dev&rsquo;essere fissato correttamente. Anche minimi spostamenti a livello di fissaggio fanno comparire, oltre alla forza assiale che agisce sullo stantuffo, anche forze laterali. Queste ultime andranno a influire sulle pareti del cilindro, danneggiandole. In secondo luogo, per la sicurezza e l&rsquo;utilizzo della resistenza aggiuntiva, vengo utilizzati ulteriori elementi elastici come: limitatori della fase di rimbalzo (nell&rsquo;ammortizzatore o nella colonna di guida) o di compressione (piattelli elastici). Dopo il superamento di un certo livello di deformazione della sospensione, entrano in funzionamento impedendo lo scontro tra gli elementi presso le posizioni estreme dell&rsquo;intervallo di esercizio. Se questi elementi sono difettosi, esiste il rischio di danneggiamento dell&rsquo;ammortizzatore e degli altri elementi dell&rsquo;automobile. Un altro fattore, molto importante: gli ammortizzatori devono essere controllati!!! Durante il normale funzionamento, l&rsquo;ammortizzatore esegue fino a 2500 movimenti nel corso di un tragitto della lunghezza di un chilometro. Per questo motivo, almeno una volta all&rsquo;anno, &egrave; necessario portare l&rsquo;automobile presso un&rsquo;officina per verificarne le condizioni. 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Senza addentrarci nella descrizione tecnica delle ampiezze e delle frequenze, vale la pena di sottolineare che la notevole riduzione della corsa dello stantuffo (come avviene nel caso dei veicoli sportivi) ha effetti negativi sul livello di comfort e sulla salute (data la frequenza delle vibrazioni a cui sono sottoposti gli organi interni). Anche per questo, al momento dell&rsquo;elaborazione delle caratteristiche specifiche di un ammortizzatore, per garantire il massimo comfort, vengono sempre considerati il tipo di veicolo, le sue sospensioni e le condizioni di utilizzo. Tuttavia, il comfort di marcia non &egrave; l&rsquo;unico parametro del corretto funzionamento dell&rsquo;ammortizzatore. Quest&rsquo;ultimo, infatti, ha il compito di prevenire le oscillazioni della carrozzeria durante il movimento &ndash; caratteristica che tende a precludere la stabilit&agrave;. Un ammortizzatore difettoso non garantisce un contatto continuo tra le ruote e la pavimentazione stradale. In poche parole, le ruote si staccano dalla strada, andando ad incrementare il rischio di slittamento e prolungando lo spazio di frenata (i test effettuati mostrano che tale spazio pu&ograve; aumentare fino al 30%). Occorre anche notare che gli ammortizzatori usurati, oltre a ridurre il livello di sicurezza, hanno un effetto negativo su altri parametri di funzionamento dell&rsquo;autovettura. Infatti, aumenta l&rsquo;usura degli pneumatici, dei componenti (ad es. testine dei bracci trasversali o elementi dell&rsquo;impianto sterzante). Ammortizzatori &ndash; tipi Gli ammortizzatori usati nelle autovetture possono essere suddivisi in due categorie principali: a olio e a olio-gas (detti comunemente a gas). Nel caso degli ammortizzatori a olio (trattasi di ammortizzatori a due tubi), l&rsquo;involucro &ndash; ossia il tubo esterno &ndash; funge unicamente da serbatoio per l&rsquo;olio idraulico. Esso &egrave; riempito per circa il 70% da olio (la restante camera di compensazione &egrave; riempita d&rsquo;aria). Gli ammortizzatori a due tubi sono provvisti di due valvole di smorzamento &ndash; una di esse &egrave; montata sullo stantuffo, mentre la seconda si trova nella parte inferiore dell&rsquo;involucro. Quando l&rsquo;ammortizzatore viene compresso, lo smorzamento viene garantito dalla valvola compensatrice di fondo. La regola di funzionamento &egrave; semplice &ndash; l&rsquo;olio spinto dallo stantuffo giunge nella camera dell&rsquo;olio, incontrando la resistenza della valvola compensatrice, che ne frena la corsa. Il rimbalzo dell&rsquo;ammortizzatore &egrave; gestito dalla valvola di rimbalzo. 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Nel caso degli ammortizzatori a olio-gas (a gas) , la struttura &egrave; composta da un tubo in cui viene installato lo stantuffo. Oltre all&rsquo;olio, all&rsquo;interno dell&rsquo;ammortizzatore &egrave; presente gas compresso (azoto), separato dall&rsquo;olio mediante un diaframma mobile. Tale soluzione fa s&igrave; che l&rsquo;ammortizzatore a gas reagisca pi&ugrave; rapidamente alle irregolarit&agrave; della superficie, permettendo alla ruota di aderire meglio alla pavimentazione. La caratteristica degli ammortizzatori a olio-gas consiste in una maggiore rigidit&agrave; rispetto agli ammortizzatori a olio. Per questo motivo, rappresentano la soluzione migliore per gli amanti della guida dinamica e per i proprietari di automobili sportive. Questo modello di ammortizzatore, inoltre, non cambia notevolmente le propriet&agrave; di smorzamento in seguito agli sbalzi di temperatura. 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Permettono di mantenere un continuo contatto tra le ruote e la superficie stradale e garantiscono un comfort di marcia adeguato, grazie all&rsquo;attutimento delle vibrazioni trasferite alla carrozzeria. In che cosa consiste il funzionamento dell&rsquo;ammortizzatore? L&rsquo;ammortizzatore funge da collegamento tra l&rsquo;elemento non molleggiato (braccio oscillante, braccio del giunto sferico, ponte) e la carrozzeria. Il suo compito consiste nella riduzione del rollio della carrozzeria e nel prevenire il distacco della ruota dalla superficie stradale in presenza di irregolarit&agrave;. Ci&ograve;, &egrave; realizzato grazie alla fase di rimbalzo (sollevamento dello stantuffo) e a quella di compressione (abbassamento dello stantuffo). Il movimento dello stantuffo influisce direttamente sulle caratteristiche dell&rsquo;ammortizzatore. Senza addentrarci nella descrizione tecnica delle ampiezze e delle frequenze, vale la pena di sottolineare che la notevole riduzione della corsa dello stantuffo (come avviene nel caso dei veicoli sportivi) ha effetti negativi sul livello di comfort e sulla salute (data la frequenza delle vibrazioni a cui sono sottoposti gli organi interni). Anche per questo, al momento dell&rsquo;elaborazione delle caratteristiche specifiche di un ammortizzatore, per garantire il massimo comfort, vengono sempre considerati il tipo di veicolo, le sue sospensioni e le condizioni di utilizzo. Tuttavia, il comfort di marcia non &egrave; l&rsquo;unico parametro del corretto funzionamento dell&rsquo;ammortizzatore. Quest&rsquo;ultimo, infatti, ha il compito di prevenire le oscillazioni della carrozzeria durante il movimento &ndash; caratteristica che tende a precludere la stabilit&agrave;. Un ammortizzatore difettoso non garantisce un contatto continuo tra le ruote e la pavimentazione stradale. In poche parole, le ruote si staccano dalla strada, andando ad incrementare il rischio di slittamento e prolungando lo spazio di frenata (i test effettuati mostrano che tale spazio pu&ograve; aumentare fino al 30%). Occorre anche notare che gli ammortizzatori usurati, oltre a ridurre il livello di sicurezza, hanno un effetto negativo su altri parametri di funzionamento dell&rsquo;autovettura. Infatti, aumenta l&rsquo;usura degli pneumatici, dei componenti (ad es. testine dei bracci trasversali o elementi dell&rsquo;impianto sterzante). Ammortizzatori &ndash; tipi Gli ammortizzatori usati nelle autovetture possono essere suddivisi in due categorie principali: a olio e a olio-gas (detti comunemente a gas). Nel caso degli ammortizzatori a olio (trattasi di ammortizzatori a due tubi), l&rsquo;involucro &ndash; ossia il tubo esterno &ndash; funge unicamente da serbatoio per l&rsquo;olio idraulico. Esso &egrave; riempito per circa il 70% da olio (la restante camera di compensazione &egrave; riempita d&rsquo;aria). Gli ammortizzatori a due tubi sono provvisti di due valvole di smorzamento &ndash; una di esse &egrave; montata sullo stantuffo, mentre la seconda si trova nella parte inferiore dell&rsquo;involucro. Quando l&rsquo;ammortizzatore viene compresso, lo smorzamento viene garantito dalla valvola compensatrice di fondo. La regola di funzionamento &egrave; semplice &ndash; l&rsquo;olio spinto dallo stantuffo giunge nella camera dell&rsquo;olio, incontrando la resistenza della valvola compensatrice, che ne frena la corsa. Il rimbalzo dell&rsquo;ammortizzatore &egrave; gestito dalla valvola di rimbalzo. I pregi di questa soluzione sono: una struttura semplice, un prezzo relativamente basso, una durata piuttosto lunga, perdita di efficacia graduale in caso di improvviso danneggiamento (scontro ad alta velocit&agrave; con un ostacolo trasversale, seguito da un movimento improvviso dello stantuffo, tale da danneggiare le valvole). Il difetto di questi ammortizzatori a olio &egrave; la forza di smorzamento continua e lineare, accompagnata dalla variazione della densit&agrave; dell&rsquo;olio a varie temperature. Questo problema &egrave; avvertibile in presenza di gelo, quando l&rsquo;automobile risulta molto rigida, nonch&eacute; alle alte temperature, quando la vettura tende a oscillare in maniera incontrollata in presenza delle superfici irregolari. Negli ammortizzatori Master-Sport questo fenomeno &egrave; stato notevolmente limitato, grazie all&rsquo;uso di un olio speciale che non modifica i propri parametri in seguito agli sbalzi di temperatura. Nel caso degli ammortizzatori a olio-gas (a gas) , la struttura &egrave; composta da un tubo in cui viene installato lo stantuffo. Oltre all&rsquo;olio, all&rsquo;interno dell&rsquo;ammortizzatore &egrave; presente gas compresso (azoto), separato dall&rsquo;olio mediante un diaframma mobile. Tale soluzione fa s&igrave; che l&rsquo;ammortizzatore a gas reagisca pi&ugrave; rapidamente alle irregolarit&agrave; della superficie, permettendo alla ruota di aderire meglio alla pavimentazione. La caratteristica degli ammortizzatori a olio-gas consiste in una maggiore rigidit&agrave; rispetto agli ammortizzatori a olio. Per questo motivo, rappresentano la soluzione migliore per gli amanti della guida dinamica e per i proprietari di automobili sportive. Questo modello di ammortizzatore, inoltre, non cambia notevolmente le propriet&agrave; di smorzamento in seguito agli sbalzi di temperatura. 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